Giornali e pubblicità d' epoca


I giornali del periodo della seconda guerra mondiale . Vengono evidenziate le campagne pubblicitarie dei produttori di radio e le programmazioni dell’ epoca .

 

In un contesto tetro , con un linguaggio ricco della tipica retorica dell’ epoca compaiono le pubblicità degli apparecchi radiofonici  degli anni 40’. Si puo’ notare il contrasto che si crea tra una cronaca che assume , con l’ evolversi degli avvenimenti bellici , un aspetto sempre piu’ drammatico e le pubblicità che invece si sforzano di mandare messaggi di ottimismo .

Durante la Seconda Guerra Mondiale non entrarono in campo solo le armi tradizionali e le più sofisticate armi chimiche, fu introdotto un altro potente mezzo capace di stravolgere le sorti del confitto: i mass media.

 Apparentemente innocui, i mezzi psicologici investirono le popolazioni con una costante emissione di messaggi fino a quel punto sconosciuti.

 

L’uso dei mass media diventò ancor più rilevante grazie all’introduzione di mezzi all’epoca molto innovativi. La radio, ad esempio, assunse un ruolo di primo piano. I programmi di svago ed informazione, trasmessi allo scopo di aumentare il numero degli ascoltatori, erano costituiti principalmente da discorsi del Duce, marce ufficiali o conversazioni .

 

Mussolini acquistò i più importanti giornali italiani  per accrescere il consenso intorno al regime. Tuttavia, alcuni giornali dell’opposizione, tra cui "La Stampa ed "Il Corriere della Sera", riuscirono a sopravvivere.

Le Leggi del periodo disposero che il direttore responsabile di ogni giornale appartenesse obbligatoriamente al partito fascista e che lo stesso giornale, prima della pubblicazione, fosse sottoposto a rigorosissimi controlli.

 Fu inoltre fondato l’ “Ordine dei Giornalisti”. I membri avevano l’obbligo assoluto di appartenenza al partito fascista.


Le programmazioni sono infatti  occupate interamente da bollettini per le forze armate  dalle grandi sinfonie e dalle opere liriche.

Non è compito nostro dare un giudizio (peraltro già abbondantemente dato dalla storia) dei contenuti dei giornali esposti.

Ci limitiamo a focalizzare l’ attenzione sui mezzi di comunicazione “unidirezionale” che avevano a disposizione gli italiani di quel contesto storico, la radio e i giornali, e il significato sociale che assunsero .

La radio infatti prima di allora era stato uno strumento di svago e di straordinario fascino;

chi ascoltava la radio lo faceva con un atteggiamento distaccato e sereno.

Durante la guerra prese il sopravvento l’ atteggiamento di apprensione e di paura nell’ attendere le notizie dai vari fronti di guerra.

 

 

 

 

  Inserto  n.1 de

“LA RADIO IN ITALIA NEL XX SECOLO”

 

Grafica:

Zanibelli Eleonora

Ricerca storica, testi, presentazione :

Zanibelli Lorenzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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